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Il
modello delle catene mezzi-fini
Nell'ambito delle ricerche di marketing, uno dei temi più rilevanti
sia dal punto di vista scientifico che da quello operativo, è la
comprensione del processo decisionale del consumatore.
Tuttavia i metodi di ricerca utilizzati finora nello studio del comportamento
del consumatore sono spesso insoddisfacenti in quanto mancava uno strumento
che collegasse la conoscenza che il consumatore ha delle caratteristiche
del prodotto con i bisogni e quindi le caratteristiche individuali del consumatore
stesso.
Il modello delle catene mezzi-fini è lo strumento concettuale che
permette validamente di comprendere il modo in cui i consumatori percepiscono
le conseguenze individualmente rilevanti che derivano dall'uso e dal consumo
del prodotto (Grunert et al., 1995; Peter et al. 1999; Reynolds e Gutman,
1988; Vallette- Florence e Rapacchi, 1991).
Il collegamento tra consumatore e prodotto avviene attraverso la costruzione
di una serie di relazioni tra attributi concreti e astratti del prodotto,
conseguenze funzionali e psicologiche legate all'uso del prodotto, e infine,
valori strumentali e finali dei consumatori. Gli attributi del prodotto
non sono altro che mezzi che i consumatori utilizzano per raggiungere i
loro valori finali, cioè i fini, attraverso le conseguenze o benefici
ottenuti da questi attributi. In altre parole, i beni/servizi vengono visti
dal consumatore come strumenti per la soddisfazione dei loro bisogni più
o meno consci. Nel modello mezzi-fini il prodotto non è, dunque,
scelto e acquistato per sé stesso ma piuttosto per il significato
che questo assume nella mente del consumatore (Reynolds e Gutman, 1988).
In tal modo il prodotto, pur essendo selezionato in base ad aspetti piuttosto
concreti, quali le caratteristiche o gli attributi del prodotto (es.: la
quantità di grasso, il colore, l'origine, il metodo di produzione
ecc.), e ai benefici che esso è in grado di offrirgli - conseguenze
funzionali o psicologiche (es.: mangiare sano e mangiare con gusto), in
realtà viene percepito a livello subcosciente in quanto rivolto e
legato al raggiungimento di valori personali presenti nella mente del consumatore
(Peter et al., 1999),
Una catena mezzi-fini è dunque una struttura concettuale che lega
insieme un prodotto (definito come insieme di attributi) con un consumatore
(visto come portatore di valori) (fig. 2). Gli attributi del prodotto conducono
a varie conseguenze dell'uso del prodotto che, a loro volta, soddisfano
i valori dei consumatori. Tali collegamenti vengono concretamente rilevati
utilizzando la tecnica di laddering, una metodologia di indagine il cui
scopo è quello di spiegare le scelte dei consumatori attraverso l'identificazione
di quella rete di legami che unisce gli attributi dei prodotti agli esiti
tangibili legati all'uso di questi (conseguenze funzionali), agli esiti
che fanno riferimento alla sfera psicologica personale o alle relazioni
con gli altri (conseguenze psicosociali) e, in ultimo, ai valori. |  |
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